La Lega ha annunciato di valutare l'ipotesi di candidare Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato in via definitiva a 14 anni di reclusione per l'uccisione di due rapinatori avvenuta nell'aprile del 2021. La notizia, diffusa dal partito attraverso una nota ufficiale, arriva dopo settimane di mobilitazione pubblica e raccolte fondi in suo sostegno, e riaccende il dibattito sulla legittima difesa e sulla giustizia in Italia.
Secondo quanto riferito dalla Lega, l'iniziativa sarebbe al vaglio del partito, che valuta «ogni possibile iniziativa, nel pieno rispetto della legge». La proposta di candidatura si inserisce in un contesto di forte sostegno popolare nei confronti di Roggero, la cui vicenda giudiziaria ha diviso l'opinione pubblica. Il gioielliere, intervistato in merito, ha dichiarato: «Adesso l'ultima cosa è candidarmi», mostrando cautela rispetto alla proposta politica.
La condanna definitiva di Roggero è stata emessa per duplice omicidio volontario, dopo che l'uomo aveva sparato a due rapinatori in fuga dal suo negozio di oreficeria. I malviventi avevano appena saccheggiato l'attività, minacciando la figlia del gioielliere. La sentenza ha stabilito un risarcimento di 780mila euro ai familiari delle vittime, una cifra che ha suscitato indignazione in molti commentatori e cittadini, i quali ritengono sproporzionata la pena rispetto al contesto di legittima difesa.
Il caso Roggero ha assunto una dimensione politica sempre più marcata, con la Lega che ha già promosso una raccolta fondi per sostenere le spese legali del gioielliere. Il partito di Matteo Salvini ha inoltre chiesto la grazia al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma la richiesta non ha ancora trovato riscontro. La vicenda è stata paragonata da alcuni esponenti politici a quella di Ilaria Salis, l'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha criticato duramente la mobilitazione a favore di Roggero, accusando la destra di applicare «due pesi e due misure» nella gestione della giustizia.
In un lungo messaggio pubblicato su X, Salis ha scritto: «Quando si tratta di persone straniere, razzializzate o semplicemente povere e marginalizzate, ma anche di attivisti o dissidenti, l'estrema destra invoca il carcere duro e chiede di buttare via la chiave. Quando invece si tratta di un uomo italiano, bianco e di classe media, come Mario Roggero, gli stessi gridano allo scandalo e parlano di ingiustizia». La deputata ha aggiunto di non augurare il carcere a nessuno, ma ha sottolineato la necessità che Roggero prenda «consapevolezza dell'inaudita gravità del crimine compiuto» e intraprenda un percorso di riabilitazione.
Le parole di Salis hanno scatenato una reazione immediata da parte del conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani, che ha replicato: «Dico alle varie Salis di turno che i vostri attacchi qualificano chi siete. Volete delegittimare chi non la pensa come voi. Da un lato voi, che credete di essere i buoni, dall'altro gli indegni. Per fortuna la libertà è più forte dei vostri pregiudizi». Lo scontro riflette la polarizzazione che il caso Roggero ha generato nel dibattito pubblico italiano.
Dal punto di vista giuridico, la sentenza di condanna si basa sulla valutazione che i colpi di pistola siano stati esplosi quando i rapinatori erano già in fuga, non più in una situazione di pericolo imminente per il gioielliere. I giudici hanno quindi escluso la legittima difesa, configurando il reato come omicidio volontario. Tuttavia, molti osservatori e cittadini ritengono che la pena di 14 anni per un uomo di 72 anni equivalga di fatto all'ergastolo, considerando l'età avanzata del condannato.
La Lega, nel frattempo, continua a spingere per una riforma della legge sulla legittima difesa, sostenendo che l'attuale normativa non tuteli adeguatamente i cittadini onesti che si trovano a dover difendere sé stessi o i propri beni. La candidatura di Roggero, se concretizzata, rappresenterebbe un ulteriore passo in questa direzione, trasformando una vicenda giudiziaria in un simbolo politico per il partito di Salvini.
Il caso ha anche sollevato interrogativi sul sistema giudiziario italiano, con critiche rivolte alla magistratura per quella che viene percepita come una applicazione astratta dei codici, lontana dalla realtà delle vittime di reati. La raccolta fondi promossa dalla Lega ha già raccolto migliaia di euro, segno di un forte sostegno popolare nei confronti di Roggero, che resta in carcere in attesa di eventuali sviluppi giudiziari o politici.